Proust contro Cocteau: in Italia/ en Italie

« Analizzando il ricco rapporto, ampiamente misconosciuto, che unì i due scrittori dal 1910 al 1922 e che Proust sovraccaricò di desiderio, di gelosia e poi di sospetto, questo saggio tratta più in generale della complicità tra creatori, dell’ammirazione e del sostegno che possono darsi, dei desideri di imitazione che talvolta li attraversano ma anche dell’incomprensione estetica e della rivalità professionale che spesso li allontanano – al punto di augurarsi la morte simbolica dell’altro. In filigrana, anche, le domande poste dal romanzo autobiografico e quindi dall’«autofiction », con tutta la sua parte di vendette e di «omicidi», il rapporto con i modelli che hanno ispirato i grandi protagonisti della Recherche (Charlus, la duchessa di Guermantes) e la trasformazione del Narratore nel personaggio di una fiction, senza più alcun punto in comune con il suo autore. Quel Marcel Proust che il giovane Cocteau aveva conosciuto, snob, brillante ma impotente e che, nel giro di vent’anni, ha visto trasformarsi in icona letteraria, qui si rivela anche un temibile assassino, un autentico personaggio uscito dalle pagine di un romanzo di Dostoevskij.

Claude Arnaud, romanziere, critico e saggista francese. Tra le sue opere un’importante biografia di Cocteau pubblicata da Gallimard e il saggio Qui dit je en nous? che gli è valso il prix Femina.

*Leggere un estrato di PROUST CONTRO COCTEAU sul sito NAZIONE INDIANA….

* »Claude Arnaud non ci risparmia nulla delle notazioni ingiuste e meschine dell’ultimo Cocteau sull’amico di un tempo, scrive Mariolina Bertini sull website Giacomo Veri Libri. Forse l’unico difetto di questo libro, che tocca problemi psicologici ed estetici con la più elegante leggerezza, è quello di lasciarci sulla nota di quel disconoscimento così palesemente dettato dall’invidia. » Leggere di più (la recensione e dopo « Il Sorcio » di Georges Simenon »)

 

« Il libro di Claude ARNAUD, Proust contro Cocteau, ha un difetto grande, imperdonabile. E’ talmente brillante d’intelligenza, ricco d’informazioni, profondo d’analisi, scritto magnificamente, avvincente come un maliardo segreto inconfessabile, che bisognorebbe citarlo ad ogni riga, riperterlo tutto, identico, come il donchisciottesco Pierre Menard di Borges (grazie anche a la traduzione di Anna Morpurgo), scrive Marco VALLORA sur La Stampa. Leggere la recensione intera…

Per sentire Marco VALLORA parlare del questo saggio con Oreste BOSSINI sul Radio 3.Suite del 28/7/2017…

« Marcel PROUST e Jean COCTEAU  dovevano avere già sentito molto parlare l’uno dell’altro quando, tra la fine del 1909 e l’inizio del 1910, si conobbero di persona, scrive Benedetta CRAVERI sulla Repubblica del 26 luglio 2017, in un articolo intitolato « Marcel versus Jean quanto odio-amore nella strana amicizia tra due genie del ’900″. Il primo stava per compiere quarant’anni, il secono ne aveva solo ventuno. Ma si trattó dell’incontro di due « spiriti, quasi gemelli », come stigmatizzó di lí a poco PROUST, o l’inizio di un processo di « cannibalizzazione reciproca », comé ipotizza Claude Arnaud nel suo splendido Proust contro Cocteau (traduzione di Anna Morpurgo, Archinto, pp.225 euro 25) ?

« Lasciatasi alle spalle una imponente quanto definitiva biografia di COCTEAU (Gallimard, 2003), ARNAUD ha infatti voluto ripercorrere l’avventura artistica del suo scrittore d’elezione alla luce del confronto con quella dell’autore della Ricerca del tempo perduto. E una volta di più – pensiamo, ad esempio al Tolstoj o Dostoevskij  di Georges Steiner- la formula critica del doppio ritratto si rivela felice. Non solo in Proust contro Cocteau i due scrittori si rispecchiano l’uno nell’altro per meglio conoscere se stessi, ma tanto le loro sorprendenti analogie quanto la loro irriducibile diversità costituisono una chiave d’accesso privilegiata per la comprensione di entrambi ». Leggere sta recensione… O ancora

Nelle edizione napolitana della REPUBBLICA, il 15 ottobre 2017, LUIGI RAZZANO scrive: « Dietro i capolavori, la vita mondana, gli amori spregiudicati, la raffinata frivolezza, le angosce profonde, e gli scontri, di due geni del secolo scorso, tutti da scoprire. L’autore di « Alla ricerca del tempo perduto », con quelle mille porte nascoste in una coscienza, opera che frantumo ogni definizione di romanzo, e l’enfant terrible che riverso in poesia, nei romanzi, nel teatro et nel cinema la sua inesaurabile e contrasta visione della vita, furono  » spiriti quasi gemelli« , vivini e lontani, uno di fronte all’altro in « Proust contro Cocteau » (Archinto) di CLAUDE ARNAUD… Leggere la recenzione et l’intervista chi segue

« Due caratteri, due carriere, due visioni dell’Oeuvre e un singolare sodalizio. « Emblematiche del cannibalismo che regna tra i cratori« , le vite parallele di Marcel PROUST (1871-1922) et Jean COCTEAU (1889-1963), legati da un tortuoso rapporto di ammirazione-mimetismo-competizione, sono al centro del cangiante et fulgido mosaïco composto da Claude ARNAUD in Proust contro Cocteau, scrive Alessandra RUFFINO sul’ website Il Giornale dell’arte.com. Leggere il seguito...

*Il desiderio mimetico è quello che lega l’individuo moderno ad un modello venerato ed esecrato al tempo stesso, scrive Alessia AMATO sul website Artspecialday. Questo modello sembra detenere le chiavi di un mondo privilegiato dal quale la vittima del desiderio mimetico è ingiustamente escluso. È il mediatore che si frappone tra lui e tutti i suoi sogni più cari. Quando il ventenne COCTEAU viene presentato al quarantenne PROUST, questi non può che far divampare il desiderio mimetico del giovane poeta: un rabbioso bisogno di sostituirsi a lui, di rubargli il segreto della sua innegabile superiorità, di vincere la sfida dolorosa di una rivalità mortale. Leggere questo post

« Ispirandosi a suo modo alla strategia interpretativa di PLUTARCO, CLAUDE ARNAUD, noto saggista e romanziere francese, ripercorre in parallelo, in un bellissimo libro, le vite et le opere di due autori cruciali del Novecento, MARCEL PROUST e JEAN COCTEAU, per aiutarci a capire cosa li accomuna e li separa, per ricavare dalla storia dei loro rapporti perennemente in bilico tra affinita et incomprensioni una sorta di mappa complessa, un diagramme di pensieri et di forze, una figura ampia di destino« , scrive Paolo LAGAZZI sulla Gazetta di Parma, il 10/12/2017. Leggere questa recenzione

Per saperné di piuPer comprare questo saggio… e encora
E IN FRANCIA… IN INGHILTERRA…IN EUROPA

O IN BRAZILE in Japon
*Le reazione, in Italia, a l’uscita del libro, in FRANCIA (2013):

*« In un saggio di CLAUDE ARNAUD emerge l’attrazione fatale fra i due letterati », scrive PIETRO CITATI sull’ CORRIERE DELLA SERA (29/07/2013). Leggere il seguito… E encora. O diritto sull’ net…

*« Anche in libreria fervono le novità dedicate alla scoperta di aspetti meno noti della vita dell’artista: « Proust contre Cocteau » di Claude Arnaud mette il dito nella piaga della storica rivalità tra i due intellettuali », se legge sul sito Gay.it

*« Non era stato tenero con COCTEAU neppure Marcel PROUST, pure se COCTEAU era stato tra i primi ad applaudire alla Recherche, scrive Piero SANAVIO sul « Alias domenico », il supplemento settimanale de « Il Manifesto » (24/11/2013). Sostienne Claude ARNAUD ( Proust contre Cocteau, Grasset, pp218, € 17) che Marcel, preoccupato di nascondere la propria omosessualità, attribuiva ad altri i propri comportementi, suo alter ego nel romanzo il barone Charlus, e si affrettava a cancellare i « testimoni » delle sue propensioni trasformandoli in esseri immondi, caricaturali. Temendo che COCTEAU rivelasse dettagli spiacevoli su di lui, soprattuto ne parlasse a une vecchia amica, la contessa di CHEVIGNE, ora amica anche di COCTEAU, trasformo quest’ultimo, nella Recherche, nel personnagio di Octave: insaziabile, inconsistente vampiro di mondanità ». Leggere l’articolo intero

*« Tra le varie pubblicazioni dedicate a PROUST, quella di Claude ARNAUD, Proust contre Cocteau, ha ottenuto un’attenzione particolare da parte di media e pubblico, e viene annunciata come uno dei libri più interessanti di questo fine anno. Innanzitutto perché riesce a fondere due importanti ricorrenze: non solo il centenario della pubblicazione di Dalla parte di Swann, ma anche il cinquantesimo anniversario della morte di Jean COCTEAU, celebre poeta e artista francese, nato nel 1889, una ventina d’anni dopo PROUST. In secondo luogo perché il punto di vista dell’autore non è dei più ricorrenti…. », scrive Greta Tavagliati sul’ website Fucinemute. Leggere questo post…

*« C’è un libro recente, molto interessante, di CLAUDE ARNAUD, Proust contre Cocteau, che racconta la relazione di amicizia e di rivalità tra i due scrittori, afferma il romanziere americano EDMUND WHITE. COCTEAU aveva un incredibile successo mondano. Era un grande amico della contessa di Chevigné, che servì da modello a PROUST per la sua duchessa di Guermantes, e mentre COCTEAU trionfava nei suoi salotti, PROUST le scriveva lunghe lettere che lei leggeva distrattamente dicendo : “Che barba!”. Eppure per i posteri, COCTEAU resta un autore leggero, che perdeva troppo tempo a correre dietro ai ragazzi e ad andare alle feste, mentre PROUST prese la giusta decisione di sottrarsi alla mondanità, trasformando sangue in inchiostro. » Leggere la totalita dell’ intervista di Gloria ORIGGIED. WHITE in la rivista Micromega (28/11/2013)

Trovare questo saggio in Italia… 
TRADUIT PAR ANNA MORPURGO, PROUST CONTRO COCTEAU VIENT D’ÊTRE PUBLIE EN ITALIE, CHEZ ARCHINTO LIBRI, DANS LA COLLECTION LE MONGOLFIERE

« Analysant les rapports, largement méconnus, qui unirent les deux écrivains entre 1910 et 1922 et que PROUST surchargea de désirs, de jalousie puis de soupçons, cet essai traite plus globalement de la complicité qui unit certains créateurs, de l’admiration et des encouragements qu’ils se vouent, des désirs d’imitation qui parfois les traversent, mais aussi de l’incompréhension esthétique et de la rivalité professionnelle qui souvent les éloignent, au point de leur faire parfois souhaiter leur mort symbolique respective. En filigrane, les questions que posent le roman autobiographique et donc aussi  l’autofiction, avec sa part de vengeance et de crimes, les rapports avec les modèles ayant inspiré les grands personnages de la Recherche (Charlus, la duchesse de Guermantes), et la transformation du Narrateur en personnage de fiction, sans plus de points commun avec son auteur. Ce Marcel PROUST que COCTEAU avait connu snob et brillant mais stérile et qui, au tournant de années 20, se transforma en icône littéraire, mais qui se révèle un authentique assassin, un personnage issu d’un roman de Dostoïevski.

« Claude ARNAUD ne nous épargne rien des remarques injustes ou mesquins du dernier COCTEAU sur celui qui fut son ami, écrit Mariolina BERTINI sur le site Giacomo Veri Libri. L’unique défaut de ce livre, qui aborde des questions psychologiques et esthétiques avec la plus grande légèreté, est de nous laisser sur cette impression de méconnaissance aussi manifestement due à l’envie. » Pour en lire plus (en italien, et après le post consacré au « Sorcio » de Simenon)…

« Le livre de Claude ARNAUD, Proust contre Cocteau, a un défaut impardonnable. Il est si brillant d’intelligence, riche en informations et en profondeur d’analyse, si magnifiquement écrit aussi (grâce soit rendue à l’heureuse traduction d’Anna Morpurgo), qu’il captive à la façon d’un secret ensorcelant mais aussi inconfessable, qu’il faudrait citer à chaque ligne, répéter à l’identique, phrase après phrase, comme le Pierre Menard de Borgès réécrivant mot à mot le Don Quichotte de Cervantès« , écrit Marco VALLORA dans La Stampa du 15 juillet 2017. Pour lire cet article in extenso (en italien)…

Pour entendre (toujours en italien) Marco VALLORA parler de ce livre avec Oreste BOSSINI sur Radio3, le 28 juillet 2017…

« Marcel PROUST et Jean COCTEAU devaient déjà avoir beaucoup entendu parler l’un de l’autre quand, entre la fin de 1909 et le début de 1910, ils firent connaissance, écrit Benedetta CRAVERI dans un article intitulé « Marcel contre Jean – tant d’amour et de haîne entre deux génies 1900″, publié dans La Repubblica du 26 juillet 2017. Le premier allait sur ses quarante ans, le second n’en avait que vingt-et-un. Mais s’agit-il de la rencontre de deux « esprits quasi jumeaux », comme le dit PROUST, ou du début d’un processus de « cannibalisation réciproque », comme Claude ARNAUD en fait l’hypothèse dans son splendide « Proust contre Cocteau » (Archinto, 225p. 25 €, trad. de Anna Morpurgo).

« Laissant derrière lui une imposante sinon définitive biographie de COCTEAU (Gallimard, 2003), ARNAUD a voulu de fait retracer l’aventure artistique de son écrivain d’élection à la lumière de celle de l’auteur de la Recherche. Et la formule du double portrait se révèle une nouvelle fois féconde – pensons au Tolstoï ou Dostoïevski de Georges STEINER. Non seulement dans Proust contre Cocteau les deux auteurs se reflètent pour mieux se connaître eux-mêmes, mais leurs étonnantes analogies, autant que leur irréductible diversité, constituent une clef de compréhension privilégiée pour l’un et l’autre ». Pour lire cet article in extenso en italien… Ou encore

LUIGI RAZZANO écrit, dans l’édition napolitaine de La REPUBBLICA, le 15 octobre 2017 : « Derrière les chefs d’oeuvre, la vie mondaine, les amours rejetées, la frivolité exquise, les grandes angoisses et les conflits, tout est à découvrir entre les deux génies du siècle passé. L’auteur de « La Recherche », une oeuvre qui excède toute définition romanesque, en ouvrant mille portes cachées dans notre conscience, et l’enfant terrible qui traduisait en poésie, en roman, au théâtre et au cinéma sa vision à la vois inépuisable et contrastée de la vie, apparaissent comme des  « esprits quasi jumeaux», proches et lointains à la fois, dans « Proust contre Cocteau » (Archinto) de CLAUDE ARNAUD… Lire l’article et l’interview qui suit

« Deux caractères, deux carrières, deux visions de l’Oeuvre et une seule amitié. « Emblématiques du cannibalisme qui règne entre créateurs« , les vies parallèles de Marcel PROUST (1871-1922) et de Jean COCTEAU (1889-1963), liés par un rapport tortueux d’admiration, de mimétisme et et de compétition, sont au centre de la brillante mosaïque changeante composée par Claude ARNAUD dans Proust contro Cocteauécrit Alessandra RUFFINO sur le website Il Giornale dell’arte.com. Pour lire la suite (en italien) ...

« S’inspirant à sa façon de la stratégie interprétative de PLUTARQUE, CLAUDE ARNAUD, essayiste et romançier français réputé, retrace en parallèle, dans un livre superbe, la vie et l’oeuvre de deux auteurs décisifs de la Belle Epoque,  MARCEL PROUST et JEAN COCTEAU, pour éclairer ce qui les réunit et les sépare, et pour extraire de leurs rapports, toujours partagés entre affinité et incompréhension, une sorte de cartographie complexe, un diagramme de pensées et de forces, une image ample du destin« , écrit Paolo LAGAZZI sur la Gazetta di Parma, le 10/12/2017. Lire (en italien) cet article

Pour en savoir plus……Pour acheter cet essai, en italienou encore… ET EN FRANCE… Ou en EuropeOU au brésil…  ET AU JAPON
*La presse italienne avait déjà Bien réagi, à la sortie du livre en France en 2013:

*« L’essai de CLAUDE ARNAUD ressuscite l’attraction fatale qui unit les deux écrivains », écrit PIETRO CITATI sur le CORRIERE DELLA SERA (29/07/2013). Pour lire la suite (en italien)… Ou encore. Ou directement sur le net…

*« Les publications consacrées à la découverte d’aspects peu connus de la vie de Proust fleurissent en librairie : « Proust contre Cocteau » de Claude Arnaud met le doigt sur la plaie de la rivalité historique entre les deux intellectuels, », lit-on sur le site Gay.it

« PROUST n’a pas été tendre avec COCTEAU, même si ce dernier avait été parmi les premiers à applaudir la Recherche, écrit Piero SANAVIO dans « Alias domenico », le supplément hebdomadaire du « Manifesto » (24/11/2013). Dans Proust contre Cocteau, Grasset, pp 218, € 17, Claude ARNAUD affirme que Marcel attribuait aux autres ses propres comportements, a travers son alter ego romanesque le baron de Charlus, et s’empressait d’effacer les indices de ses propres tendances en les transformant êtres immondes,  caricaturaux, dans son souci de dissimuler sa propre homosexualité. De crainte que COCTEAU ne révèlent des choses désagréables à ce sujet, et surtout à sa veille amie, la comtesse de CHEVIGNE, devenue celle de COCTEAU, il aura transformé ce dernier, dans la Recherche, dans le personnage d’Octave: vampire insatiable et inconsistant de mondanité ». Pour lire l’article entier

« Parmi les nombreuses parutions consacrées à PROUST, le Proust contre Cocteau de Claude ARNAUD a recueilli une attention particulière de la part des médias et du public, qui l’ont désigné comme un des livres les plus intéressants de cette fin d’année. Non seulement par ce qu’il est paru pour le centenaire de la publication de  Du côté de chez Swann, et le cinquantième anniversaire de la mort de COCTEAUmais aussi parce que le propos de l’auteur est tout sauf consensuel…. », écrit Tavagliati sur le website Fucinemute. Pour lire ce post (en talien)…

« Le dernier livre de CLAUDE ARNAUD, Proust contre Cocteau, est très intéressant, affirme le romancier américain EDMUND WHITE dans une interview accordée à Gloria ORIGGI pour la revue Micromega (28/11/2013) : il raconte les relations d’amitié et de rivalité qui unirent les deux écrivains. COCTEAU avait un incroyable succès mondain. Il était grand ami de la comtesse de Chevigné, qui servìt de modèle à PROUST pour sa duchesse de Guermantes; et tandis que COCTEAU triomphait dans les salons parisiens, PROUST lui écrivait d’interminables lettres qu’elles survolait en murmurant : “Quelle barbe!”. Pour la postérité pourtant, COCTEAU reste un auteur léger, passant son temps à courir derrière les garçons et à aller dans les bals, tandis que PROUST prenait la décision de se soustraire au monde, et de transformer son sang en encre. » Pour lire  la totalité de cette interview d’ Edmund WHITE à la revue Micromega

 

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