Les Salons : abroad/ à l’étranger

images_2.jpegUSA

« Staged at the Théâtre du Rond-Point, LES SALONS delighted the Paris theater audience during the 1986-87 season. The action takes place alternatively in the sitting room of Madame du Deffand, the leading literary hostess of eighteen-century Paris, and in that of her former protégée turned rival, Julie de Lespinasse. Madame du Deffand’s role was performed by the foremost french comédienne of her age, Madeleine Renaud. » George MAY, The Yale Review, VO1. 80 ; n°4, Nov.1992.

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images.jpegITALIA

« Ed ora veniamo al miracolo Madeleine Renaud. Acciambellata in fondo ad un’immensa poltrona bergère come un topolino novantenne, domina l’intera rappresentazione(…) Si resta sbalorditi, pietrificatiCome puo un’artista, i cui mezzi si sono largamente ridotti, riempire sottovoce e con un tono confidenziale lo spazio, et soggiogare une sala di mille persone che pendono dalle sue labbra ? ….Non ho maï incontrato una simila qualita di ascolto in teatroBenoît ISORNI, La Repubblica, 6.01.1987.
einaudi.AllegatoServlet_1.gifTradutti da Benedetta CRAVERI, LES SALONS hanno stati pubblicati da Einaudi, nel 1990, sotto il titolo : SALOTTI. (Collezione di teatro, n°325).
« Tutto è doppio in questa commedia, doppio e spectaculare, a cominciare dalle scena che presenta due salotti, uno giallo oro e uno scarlatto, a finire con i due autori : Bernard MINORET, ultra sessantenne e Claude ARNAUD di quella generazione ancora adolescente nel ’68. Quasi une replica del binomio Deffand-Lespinasse.(…) Ma come in quei grandi puzzle dove ogni ordine è stato fantasiosamente scomposto e poi ogni pezzo riportato con pazienza a ricomporre l’immagine originaria, le frasi si incastrono senza forzature, scivolano al loro posto nel dialogo rimarginando tagli et fatture e ci restituiscono intatto quel naturel che era nel Settecento une scelta estietica (…) L’immagine è un tableau vivant di grande effetto. » Rosetta LOY, Corriere della Serra, 1.06.1990. (L’edizione italiana ha il pregio di une decina di pagine introduttive di Benedetta CRAVERI, esempio di guida alla lettura)
« L’étà d’oro è pero la Parigi settecentesca, e a riportarci nelle singolari atmosfere delle dimore gentilizie della Capitale, con in più il merito di suggerire spunti di starordinairia attualità, é une deliziosa pice teatrale dal titolo SALOTTI... Un magistrale dialogo » Fabio SCANDONE, Il Mattino, 16.05.1990.

« Un gioco verbale di fioretto che non a cas puo far sovvenir La notte e il momento di Crebillon fils ».  Rodolfo di Giammarco, La Repubblica, 4.05.1989
« A Pariggi, Claude ARNAUD ( apprezzato biografo di Chamfort) e Bernard MINORET (grande cultore del Settecento) hanno frantumato le stupende lettere delle antagoniste, traducendole in uno smagliante, nitido dialogo teatrale« . Giuseppe Scaraffia, Il Messagiero, 22.05.1990
« Tutto è autentico in questo incantevole falso, non una frase, non una parola, non un detaglio è inventato. Ma come le tessitrici Navajos di cui parla Emilio Cecchi in « Messico » lasciano sempre nei loro tessuti « une piccola fratura, una menda, afinché l’anima non resti prigionera dentra al lavoro », MINORET e ARNAUD hanno fatto scivolare nei « Salons » une piccola frase apocrifa. Ritrovarla è un’impresa impossibile e i due falsari non son disposti a svelarla ». Benedetta CRAVERI, La Repubblica, 21.04..1990
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